Il Call Center cambia: il piano Anti-Dumping

Ecco cosa prevede l’ultimo accordo firmato da Asstel, l’associazione che in Confindustria rappresenta la filiera delle telecomunicazioni, e i sindacati Slc- Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil: tutele del lavoro, contrasto alla concorrenza sleale e sviluppo della formazione e delle politiche attive e passive. 

Con questo accordo, le aziende committenti per i nuovi affidamento in outsourcing del loro servizio clienti, dovranno considerare il costo medio del lavoro riportato direttamente dalle tabelle pubblicate dal Ministero del Lavoro. 

Si vuole altresì diffondere la disciplina della “clausola sociale” nei casi di cambio appalto per assicurare l’applicazione effettiva e omogenea attraverso un intervento del ministero del Lavoro.

Un altro scopo dell’accordo tra Asstel e sindacati è quello di sollecitare l’intervento delle istituzioni competenti contro la proliferazione di contratti in dumping o stipulati da soggetti non dotati dei necessari requisiti di rappresentatività rafforzato dall’applicazione, negli affidamenti in appalto e/o in subappalto, del contratto collettivo delle telecomunicazioni o dell’accordo sull’outbound.

L’intesa appoggia poi lo sviluppo di programmi di formazione sulle competenze digitali dei lavoratori, prevenendo così l’obsolescenza professionale e agevolando i processi di riconversione, e il coordinamento tra enti pubblici e privati che operano nell’ambito del raccordo tra domanda e offerta di lavoro, nell’ottica di rendere il mercato più dinamico, sia all’interno che all’esterno della filiera. C’è anche la volontà di istituire un fondo di solidarietà e ammortizzatori sociali con l’intento di rendere disponibili, anche per le aziende di call center in outsourcing, gli stessi sussidi delle altre aziende.

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