La nuova normativa antiriciclaggio

Del 07/07/2017 alle 09:16:14

La nuova normativa antiriciclaggio, ecco il provvedimento ufficiale

La nuova normativa antiriciclaggio è stata definitiva dal provvedimento definitivo apparso sulla Gazzetta Ufficiale n°140 del 19 giugno 2017 relativa al decreto legislativo del 25 maggio 2017, in cui il Governo spiega chiaramente quali sono le definizioni di riciclaggio e quali sono le sanzioni penali e amministrative che si rischiano. Questo provvedimento è stato anche preso in via cautelare per far fronte all'emergenza terrorismo: infatti, per evitare finanziamenti ad organizzazioni terroristiche, sono state prese delle misure conformi con le decisioni delle direttive Ue. Le nuove disposizioni sono entrate in vigore martedì 4 luglio e vengono specificate quali sono tutte le operazioni che possono rientrare nelle categorie del riciclaggio. Pene più aspre per chi viene sorpreso: da sei mesi fino a tre anni di reclusione, con una sanzione amministrativa che va dai 10.000 ai 30.000 euro. Inoltre, in alcuni casi, si rischia anche la confisca dei beni. Sanzioni più aspre, controlli più severi: la lotta contro il riciclaggio continua, con norme intransigenti e decreti creati ad hoc. Ecco tutte le novità sulla nuova normativa antiriciclaggio

 

Le nozioni di riciclaggio definite nella nuova normativa 

Nella nuova normativa sono state definite anche le nozioni che fanno rientrare determinate operazioni nel concetto di riciclaggio. Ecco quali sono i quattro punti: 

  • La conversione o il trasferimento di beni provenienti da un'attività criminosa; 
  • Occultamento della reale natura dei beni; 
  • Acquisto o utilizzo dei beni di natura criminosa;
  • Partecipazione e perpetrazione dei vari atti sopra descritti; 

Sono questi i punti salienti messi in risalto dalla nuova normativa antiriciclaggio. Se si partecipa ad una conversione o ad un trasferimento di beni che provengono da un'azione criminosa e si è a conoscenza di tale natura, si commette un riciclaggio di denaro o beni. Anche l'occultamento di tale natura rientra nei casi previsti dalla legge. Lo stesso utilizzo del bene, ma anche la semplice detenzione di materiale o denaro proveniente da attività illecita, porta a compiere un' operazione di riciclaggio punibile dalla legge. Nella nuova normativa è stata fatta anche chiarezza sull'espressione finanziamento del terrorismo. Infatti questa espressione si ricollega alla fornitura di fondi e risorse economiche che possono essere collegate con attività terroristiche. Questa specifica è stata introdotta per via degli accordi europei, che hanno varato una direttiva UE sulla questione terrorismo: per evitare operazioni finanziare a favore di associazioni terroristiche, è stato messo in risalto l'argomento anche nella nuova normativa.

 

Le autorità preposte al controllo 

Questa nuova disposizione va ad interessare una vasta platea di soggetti, come ad esempio operatori finanziari e professionisti nel settore, ma anche contabili, notai ed avvocati. La nuova normativa antiriciclaggio specifica anche quali sono le autorità preposte al controllo. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze e gli organi correlati, ma anche la Direzione Nazionale antimafia. Inoltre le nuove disposizioni, che entreranno in vigore dal 4 luglio, prevedono anche l'obbligo di adeguata verifica, che parte in automatico al superamento di 15.000 euro per un pagamento (anche se singolo), oppure una serie di operazioni frazionate con un superamento di 1.000 euro, solo se quest'ultime appaiono collegate tra loro. Inoltre anche un'instaurazione di un rapporto continuativo di una prestazione professionale può far partire un controllo preventivo da parte delle autorità. Il tutto però deve essere verificato e il controllo vero e proprio partirà solamente su operazioni in dubbio o su dati riportati che destano il sospetto delle autorità. Infatti le autorità saranno obbligate a verificare il rapporto che lega i due soggetti (se il rapporto è regolamentato da un contratto di lavoro valido a fini di legge non scatta nessun controllo) e soprattutto quale sia la natura del trasferimento di fondi e le finalità. 

 

Le sanzioni penali ed amministrative 

Nella nuova normativa apparsa sulla Gazzetta Ufficiale n°140 troviamo anche quali saranno le nuove sanzioni penali ed amministrative riservate a chi non rispetta le disposizioni in atto. In caso di sanzione penale, il soggetto rischia dai sei mesi ai tre anni di carcere. La sanzione amministrativa parte dai 10.000 euro fino ad un massimo di 30.000 euro. Saranno perseguibili a norma di legge chi non rispetta i criteri di adeguata verifica: durante l'obbligo chi falsifica i dati e le informazioni, occultando anche la natura del rapporto continuativo, è passibile a norma di legge. Anche qui acquisisce o conserva dei dati non conformi alla verità e chi non fornisce il materiale originale, rischia di essere sanzionato. Sotto controllo anche l'uso di carte di credito o di debito che vengono utilizzate in maniera impropria, con operazioni finanziare sporadiche e di dubbia natura. Anche in questo caso si rischia la detenzione in caso di falsificazione dei dati al momento dell'obbliggo di verifica. La nuova normativa prevede anche una confisca del bene, tranne se quest'ultimo appartiene ad una terza persona che non ha commesso il reato. Sanzioni pecuniarie anche per chi non rispetta i vari obblighi: si passa da multe di 2.000 euro fino ad un massimo di 300.000 euro. In caso di reati commessi da enti, come ad esempio ricettazione e riciclaggio, una sanzione che va da 200 a 800 quote, le quali stabiliscono il valore effettivo dell'ente. Una nuova normativa per poter far fronte alle operazioni finanziare illecite.

Milano, 06/07/2017
Team Cogede Consulting
Il commercialista di Milano e di Pavia