Riduzione della rata di novembre Unico 2019

Il Decreto Fiscale collegato alla legge di Bilancio, D.L. n 193/2016 come già sappiamo ha previsto la cancellazione strutturale del c.d tax day di giugno pertanto i pagamenti IRES, IRPEF e IRAP debbono essere effettuati al 30 settembre. Il Decreto Fiscale 2020, invece, inserisce un'ulteriore cambiamento per le imposte rateizzate Unico 2019 dai soggetti ISA e dai Forfettari.

La proroga dei versamenti Unico 2019

La proroga dei versamenti Unico 2019, per chi applica gli ISA 2019, ha fatto slittare il termine del  (30 Giugno) 1 Luglio 2019 al 30 settembre 2019.

La mancata proroga Decreto Fiscale 2020 per i pagamenti rateizzati Unico 2019

Per i contribuenti titolari di partita IVA che applicano gli ISA o che rientrano nel rel regime forfettario, che hanno provveduto alla rateizzazione delle imposte Unico 2019 sarebbe dovuta essere attiva un'ulteriore proroga dal 16 novembre 2019 al 31 Marzo 2020.

Invece il dietrofront del nostro governo ha inserito una modesta riduzione dell'acconto da versare entro il 30 Novembre, che slitta a Lunedì 2 Dicembre, che però riguarderà solo i contribuenti soggetti agli indici di affidabilità fiscale (ISA) e i contribuenti collegati agli ISA come ad esempio, i soci di società di persone e quelli delle società a responsabilità limitata in trasparenza o i collaboratori di imprese familiari.

La riduzione del versamento dell'acconto di novembre

L’articolo 58, del Decreto fiscale 2020, modifica la misura dei versamenti della prima e seconda rata dell’acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle società, nonché dell’imposta regionale sulle attività produttive, per i soggetti ISA e per i soci di società con redditi prodotti in forma associata o in regime di trasparenza fiscale.

Infatti i versamenti di acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, dell’imposta sul reddito delle società e quelli relativi all’imposta regionale sulle attività produttive sono effettuati in due rate ciascuna nella misura del 50 per cento, e non più del 40 e 60 per cento.

Cogede

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Milano, 05/11/2019