Scuole guida e IVA retroattiva

Il caso delle autoscuole che avrebbero dovuto applicare l'IVA, anzichè esserne esenti, secondo la normativa comunitaria ha aperto un dibattito che pare andrà a risolversi nel nulla.

La situazione normativa attuale prevederebbe che le scuole guida restituissero l’IVA dei cinque anni precedenti, ma non avendo alcuna possibilità di rivalsa nei confronti degli utenti passati, sarebbero costretti ad occuparsene di tasca propria.

Una situazione del genere porterebbe chiaramente al fallimento di tante autoscuole, che comunque negli anni hanno agito in buona fede.

La richiesta dell’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 79/2019, la quale chiede alle scuole guida il versamento dell’IVA che non è stata addebitata ai clienti per gli anni accertabili, non è da ritenere corretta. La stessa Agenzia delle Entrate, con n. RM 83/98 e con RM n. 134/2005 aveva sicuramente creato un legittimo affidamento nei contribuenti (scuole guida e loro clienti) circa la non applicabilità dell’IVA e conseguentemente:

  • il cliente avrebbe titolo a non pagare l’IVA che ora la scuola guida cercherebbe di addebitare per rivalsa;
  • la scuola guida ha diritto a non versare detta IVA all’Erario.

Qualora le fosse chiesto e fosse necessario un contenzioso, nelle more della molto probabile sentenza vittoriosa, potrebbe essere avviata una richiesta di risarcimento allo Stato italiano del danno subito per averla indotta ad adottare un comportamento difforme dal diritto comunitario. Pertanto è lecito presupporre che nulla verrà realmente chiesto, nè alle autoscuole nè ai clienti delle autoscuole stesse.

Cogede

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Milano, 09/10/2019